ScrivereÖ pi? di tutto un bisogno, prima ancora che un piacere; un bisogno. Scrivere per non scoppiare, scrivere per riuscire a piangere, scrivere per non andare di persona ad accoppare qualcuno, scrivere perchÈ il ricordare È prezioso e certi momenti fatti di nulla sono tutto nella vita, scrivere per parlare con me, per ascoltarmi, riflettermi in una paginetta. Il mio primo diario inizia in Pakistan, un quadernetto con la copertina rossa dove racconto come rompo le regole: ëCara famiglia, ho deciso che non torno, almeno per un poí. Non fatemi domande perchÈ non ho risposte. Vi terrÛ informatiÖî La grande insubordinazione da cui sono nata. Ho DIARI da riempire qualche scatolone, la storia di me e di chi mi È intorno. Roba che non deve assolutamente cadere nelle mani del nemicoÖ Un giorno mi chiedono: ìScrivi anche poesie?î CosÌ ora so di scrivere un poí di tutto. Quando torno dal Kossovo scrivo una serie di poesie di getto e qualche ricordo di persone conosciute. Riflettono il momento emozionalmente pi? intenso della mia vita. DallíAfrica scrivo decine di lettere agli amici e ne ricevo altrettante. Questa fitta corrispondenza tesse quella rete di salvataggio che gli amici si lanciano per sostenersi. Guai se non avessi potuto scrivere. |